Atletica · Getto del Peso · Lancio del disco · Lancio del Giavellotto · Lancio del Martello

Raduno a Bari con Convegno tenuto dal Prof. Renzo Roverato: Principi per una corretta PROGRAMMAZIONE DELL’ALLENAMENTO GIOVANILE per le disciplina dei lanci dell’ATLETICA LEGGERA

La giornata del week-end del 25-26 marzo 2017 si è svolto al campo Bellavista di Bari un raduno riguardante i lanci dell’atletica leggera. Il raduno ha avuto l’onore di avere come ospite il Tecnico Nazionale di lanci, Renzo Roverato, figura esperta in modo particolare nei lanci come il getto del peso e il lancio del martello.
Nella serata il Prof. Roverato ha esposto una relazione riguardante la pianificazione di un programma riguardante i giovani lanciatori.
La relazione la si può suddividere in diverse parti collegate tra loro come, l’allenamento giovanile, la crescita, i mezzi di allenamento, la programmazione e la pianificazione dell’allenamento

Nella relazione mette subito in chiaro che un allenamento è un processo pedagogico educativo che rivolto verso una persona a gruppi di persone utilizzando e organizzando degli stimoli esterni per creare degli adattamenti nel fisico e nell’apprendimento utili ad esaltare il rendimento in una data disciplina.
Altro punto fondamentale è la risposta del carico motorio data agli atleti ricordando che un allenamento indirizzato a individui di fascia infantile non può essere inteso come un allenamento adulto in versione ridotta bensì un allenamento diverso, poiché gli obiettivi di un allenamento giovanile sono diversi da quelli di un allenamento rivolta ad adulti. La maggior diversità dell’allenamento è il fenomeno della crescita dei giovani.
La crescita in un giovane è diversa tra individuo e individuo ma soprattutto i vari organi del corpo di un individuo crescono in tempi diversi. Questi tempi di sviluppo diversi porta ad allenare diversi tipi di stimoli in diversi tempi dell’individuo.

I risultati sportivi per ottenerli bisogna comunque creare le basi già dall’età infantile e adolescenziale.

Fondamentale e l’aspetto tecnico che i giovani devono iniziare a praticare per avere una buona crescita di prestazione, la tecnica è la tappa primaria e fondamentale per qualsiasi specialità di ogni sport la quale si ottiene tramite le metodologie sportive che hanno la funzione di far apprendere tramete percorsi motoria la padronanza tecnica.
L’apprendimento motorio passa per le abilità motorie. L’apprendimento passa per tre 3 fasi: la fase di coordinazione grezza, la fase di coordinazione fine e consolidamento della coordinazione fine e sviluppo della disponibilità variabile.


I mezzi di lavoro sono gli esercizi mentre il metodo è un processo organizzato per raggiungere determinati effetti di carico, con gli stimoli dati dalle esercitazioni fisiche e sportive. Esso seleziona:
• La durata dello stimolo singola azione o serie di stimoli
• Il volume dello stimolo la durata, ossia il numero complessivo degli stimoli
• L’intensità dello stimolo, la forza dello stimolo l lavoro nell’unità tempo, 100%
• La densità dello stimolo ovvero il rapporto tra il lavoro ( esercizi ) e il tempo di recupero ( 50% nei giovani )

Organizzazione e programmazione dell’allenamento
Per influenzare la prestazione sportiva occorre organizzare l’allenamento a breve,medio e lungo termine.
Per la stesura di un programma di allenamento si deve tenere conto :
• dei principi metodologici del carico,
• della supercompensazione,
• dei processi di adattamento,
Occorre identificare chiaramente:
1. I contenuti
2. la loro distribuzione temporale dei contenuto nel:
• Brevissimo periodo (singola seduta di allenamento),
• Breve periodo (settimana)
• Lungo periodo(mese )
• Lunghissimo periodo (sei mesi o un anno)
3. I parametri di stato di partenza dell’atleta (le possibilità del momento)
4. Le possibilità di progresso dell’atleta
5. Il livello del volume e dell’intensità del lavoro da svolgere

Il volume si identifica con la quantità del lavoro ( la durata dell’allenamento, i km. percorsi, i kg. Sollevati ).
L’ intensità si identifica come la velocità del percorso, rispetto alla possibilità massima, alla percentuale del carico sollevato %.

Pianificazione dell’allenamento
L’ obiettivo è l’allenamento programmato è:
1. Deve avere un andamento ciclico.
2. Una durata limitata.
3. E condizionato dall’ apprendimento tecnico.
4. Dalla condizione fisiologica.
5. Dalla condizione psicologica

Tutte le funzioni organiche devono raggiungere la massima efficienza e entrare in coordinazione tra loro.

6. Razionale distribuzione dei carichi.
7. Divisione i vari tipi di lavoro nell’arco dell’intero ciclo di allenamento.
8. Periodi con caratteristiche di lavoro particolari e finalizzati.
9. Raggiungimento di obiettivi intermedi.

Tutto questo deve entrare all’ interno di un MACROCICLO di allenamento ossia il periodo completo di lavoro della durata di un anno o sei mesi ( doppia periodizzazione ).
Poi a scalare c’è il mesociclo di allenamento (periodo di un mese). Il microciclo (periodo di una settimana) e infine l’unità di allenamento (il giorno singolo di allenamento).

Per chi vuole trovare il materiale dell’intervento del professor Roverato lo trova o andando nella sezione “Corsi” del sito http://www.fidalpuglia.it oppure cliccando al seguente link:
http://www.fidalpuglia.it/corsi/Relazione%20Roverato%20Bari%2025-3-2016.pdf

Fonte: Convegno Programmazione annuale per i giovani lanciatori Renzo Roverato
Fonte immagini:http://www.nonsolofitness.it/scienza-e-movimento/focus-scienza-e-movimento/attivita-fisica-in-eta-evolutiva-le-fasi-sensibili.html

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