Atletica · Convegni e Relazione e incontri

OFF TOPIC: ATLETICAmente. 1° GIORNATA

Questo week-end (12-13 novembre) sono andato al convegno nazionale che si fa annualmente in Veneto chiamato:
ATLETICAmente 2016 “From Rio 2016 to Tokyo 2020”.
Per chi non è nell’ambiente dell’atletica, questo convegno è uno dei più importanti che la fidal organizza annualmente per gli allenatori sia riguardante l’atletica che quelli esterni a questo sport.
Nel convegno hanno fatto relazioni diverse persone tra scienziati: come Nicola Maffiuletti ,Marco De Angelis, i francesi Jean-Benolt Morin e Romuald Lepers; allenatori come Marco Tamberi, Antonio La Torre e infine  Dino Ponchio a aperto il convegno e coordinato la prima giornata del convegno.

I temi legati in questo convegno sono la tecnica e la metodologia di allenamento, ognuno riprendendo materie e argomenti diversi.

Nella prima giornata dopo le introduzioni di Ponchio e del Presidente Fidal Giomi, si è subito cominciato con la relazione di Nicola Maffiuletti titolato: “Ma che FORZA abbiamo noi!” Nuove frontiere dell’allenamento della forza.
Obiettivo della relazione è spiegare e classificare,  quali sono le metodologie della forza che sono usate nel tempo e che si usano e poi convincere quale fosse il metodo migliore, le loro analisi si basavano su diversi fattori:gli effetti (prestativi,preventivi, riabilitativi); in base i costi, le valenze scientifiche e in base di fruibilità.
Egli spiega che l’uso dei sovraccarichi era il metodo della forza usata del passato è soddisfaceva solo alcuni fattori (la dosabilità, la trasferibilità, le evidenze scientifiche e gli effetti prestativi) e che quindi poteva essere un poco limitante per produrre forza.
Il metodo funzionale, molto in voga adesso, anch’esso analizzandolo e classificandolo riscontrava pochi fattori utili alla forza, come le finalità riabilitative e preventive, l’uso di movimenti pluriarticolari.
Infine ha spiegato quale sarà la metodologia di allenamento della forza che verrà presa in considerazione in un futuro prossimo (ma che già si viene utilizzata da diverse persone), ossia l’allenamento neuromuscolare.
L’allenamento neuromuscolare, si basa non tanto sull’allenamento del muscolo, bensì sull’allenamento dell’impulso nervoso,il quale fa eseguire i movimenti generati dai stimoli del SNC.
I metodi sono diversi: si va dal variare attraverso piccoli stratagemmi come l’uso di urlare o imprecare quando facciamo determinati compiti motori, all’utilizzare rumore, musica  o l’effetto sorpresa nel fare un compito motorio.
Con questo tipo di allenamento possiamo decidere se allenare il reclutamento delle fibre o la frequenza di scarico del neurone(sviluppando così la esplosività).

de-angelisDopo è stato la volta del professore De Angelis, esponendo la sua relazione riguardo la super compensazione chiamato: “Super-compensazione: solo un mito o una realtà misurabile?”.
Il prof. De Angelis partiva affermando che un allenamento alterava l’omeostasi organico e che poi,dopo l’allenamento, tramite il riposo notturno il soggetto dovesse ristabilire l’omeostasi ottimale per un periodo nuovo di allenamenti. In base dal concetto di omeostasi esprimeva dei dubbi riguardo la teoria della super-compensazione in quanto non c’è mai stato la prova che un atleta avesse recuperato perfettamente dopo uno stimolo, quindi pronto per una nuova sessione di stimoli, ma sopratutto non c’è in fisiologia dei cicli riguardo la’allenamento. Inoltre un programma può far affaticare in dosi diverse gli atleti diventando cosi utile per un certo tipo di atleta  e inutile per altri tipi portando cosi in una condizione di overtraining.

jean-benoit_morinIl terzo a esporre la sua relazione è stato Jean-Benolt Morin con “Acceleratori di masse” Biomeccanica della fase di acceleratore nello sprint: gestione della performance e degli infortuni.
Il ricercatore ha spiegato, tramite la biomeccanica e la fisica, quali sono i fattori per poter accelerare in uno sprint e tramite l’analisi dello sprint andare a gestire  come migliorare la nostra performance e la prevenzione degli infortuni.

Inoltre la giornata successiva ha esposto un’altra relazione dal nome “Interpreting Power-Force-Velocity profiles for individualized and specific training” nella quale riprendendo la relazione precedente ha fornito delle applicazioni  (solo su telefoni iphone) nelle quali possiamo valutare  uno sprint/salto di un atleta e quindi gestire la capacità di forza, di tecnica in base alle mancanze di esso.

Bressanonbe Bolzano  6/7/8 -07/2012 Campionato Italiano Individuale assoluto di Atletica Leggera su pista con Prove Multiple - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
– foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Infine l’ultimo a esporre la relazione è il tecnico del primatista italiano e campione del mondo indoor del salto in alto Gianmarco Tamberi, ossia il padre Marco Tamberi con: “Volere e volare:La chiave di lettura del salto in alto di Marco Tamberi: analisi biomeccanica del gesto e dell’allenamento condizionale svincolati da modelli precostruiti.” 
Il tecnico ha raccontato, analizzando il gesto in chiave biomeccanica del salto in alto del suo atleta e trovando i vari “difetti”, il modo con cui ha lavorato con l’atleta per correggerli spiegandoci anche quali tipi di metodi ha usato, i quali sono atipici rispetto il metodo tradizionale del modo di allenare, e perché la scelta di questi.

le applicazioni sono:
My sprint :https://itunes.apple.com/es/app/my-sprint/id997989448?mt=8
My jump 2: https://itunes.apple.com/it/app/my-jump-2/id1148617550?mt=8

fonti foto:
Nicola Maffiuletti http://g-se.com/es/usuario/perfil/nicola-a-maffiuletti
Marco De Angelis http://www.targatocn.it/fileadmin/archivio/campioni/immagini/marco_de_angelis.JPG
Jean Benolt Morin https://www.researchgate.net/profile/Jean-Benoit_Morin
Marco tamberi http://www.fidal.it/content/Tamberi-generazione-in-alto/54719
Foto evidenza:http://veneto.coni.it/veneto/scuola-regionale/corsi/corso/1734.html

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