Atletica · Fisica · Sport

Meccanica: La trilogia. Capitolo 1 Velocità

La scorsa volta vi parlai quali sono gli attrezzi e le specialità di lancio che si sono nelle competizioni di atletica leggera.
Ogni specialità possiede una propria tecnica per poter raggiungere dei risultati determinata dall’esecuzione del gesto. L’esecuzione dei gesti dei vari lanci viene da un fattore comune denominatore che unisce le varie tecniche di base ed è la Biomeccanica.

Piccolo accenno riguardo la biomeccanica: la biomeccanica è l’applicazione della Meccanica (ossia del movimento dei corpi) agli organismi viventi.
Per poter lanciare la biomeccanica insegna che la distanza di un lancio dipende: dalla velocità e dall’angolo di uscita la proiezione dell’attrezzo lanciato.
Inoltre negli attrezzi come giavellotto e disco entrano in gioco anche fattori aerodinamici.

Oggi parliamo della velocità. Nel prossimo articolo parliamo di Angolo di uscita e proiezioni del lancio

Un atleta, per poter eseguire una tecnica di lancio efficace, deve riuscire ad esercitare la forza del suo corpo, nel raggio più vasto possibile.
La velocità di proiezione di lancio è proporzionale alla forza esercitata sul centro di gravità dell’attrezzo.
Inoltre le forze che l’atleta applica sull’attrezzo devono essere direzionati in un modo conveniente verso la parte finale del lancio, perciò la forza totale del lancio è data dalla risultante di tutte le forze differenti.
Detto ciò possiamo esprimere che nei lanci entrano in gioco differenti forze che danno origine a differenti impulsi: l’impulso orizzontale, dove viene espresso tramite movimenti preliminari (un esempio è la torsione del busto durante la partenza nei lanci del peso, durante la tecnica rotatoria, o del disco),
è in seguito si avrà una spinta verso l’alto.
Il risultato sarà la proiezione del lancio secondo un angolo favorevole appropriato.
Inoltre le differenti forze devono esercitarsi secondo un ordine definito con un ritmo preciso, ossia le varie forze che l’atleta devono rispettare un ordine e un tempo preciso,se prendiamo 2 lanci effettuati con la stessa forza ma uno dei due lanci non rispetta i tempi e l’ordine preciso avremo due lanci diversi (quest’ultimo sarà meno lungo dell’altro).
Per poter imprimere un accelerazione all’attrezzo, ogni leva del corpo dell’atleta deve spostarsi nella direzione di lancio il più rapidamente possibile in modo tale che riescono dare un contribuire alla velocità finale.
Da questo motivo c’è l’utilizzo iniziale di leve di muscoli lenti e potenti come il busto e le cosce e poi i segmenti deboli (mani,piedi,braccia e gambe) si inseriscono nell’azione già in velocità.
I piedi e le mani trasmettono la forza nelle prime fasi del movimento e successivamente la loro potenza si aggiunge alla fine del lancio.
Nell’applicazione di tali forze non ci devono essere ritardi non necessari, poiché ci sono delle forze come la gravità e l’attrito tra il piede e il suolo che cercano di frenare l’attrezzo.
La traslazione i giri e il puntello devono essere rapidi, ma non da rendere incapace all’atleta di esercitare tutta la spinta.
Un lanciatore per poter sviluppare la massima potenza deve avere i piedi piantati a terra.
Nel caso del getto del peso e lancio del giavellotto il contatto della gamba posteriore cessa poiché ha terminato la sua spinta,e la gamba anteriore mantiene il contatto con il terreno.La perdita del contatto del piede posteriore è necessario per continuare la spinta con il braccio.
Il piede anteriore giunge il suolo e perde velocità, ciò determina alla forza orizzontale 2 effetti: rotazione del sistema lanciatore-peso intorno al punto di appoggio (la gamba anteriore) e una riduzione della velocità del centro di gravità dell’insieme.
Il blocco repentino della gamba provoca un cambiamento di velocità di qualsiasi punto del corpo del lanciatore tranne uno (nella parte inferiore), e nella parte superiore accelera.
La massima velocità di proiezione realizzato dai lanci è influenzato dal principio a cerniera, dove la massima velocità ottenuta con la rincorsa viene bloccato con il puntello del piede avanzato (non valido nel martello).
Il puntello è una delle forza parallele uguali agenti in direzioni opposti e che producono una coppia girante, ossia una rotazione in avanti con un movimento a cerniera.
Il movimento a cerniera è un movimento che consiste nel ruotare attorno ad un asse salendo su di esso, questo esso è la gamba che funge da puntello. Prendendo un esempio un giavellottista il quale puntella sulla gamba anteriore e salendo su di essa ruota la spalla per poter trasmettere all’attrezzo
una velocità considerevole per il lancio.

Qua si manifesta il movimento a cerniera, mentre l'atleta sale sulla gamba che puntella, la spalla ruota in direzione del settore del lancio.
Qua si manifesta il movimento a cerniera, mentre l’atleta sale sulla gamba che puntella, la spalla ruota in direzione del settore del lancio.

Fonti:
Principi di meccanica in Atletica, Geoffrey H.G. Dyson, Edizioni di ATLETICA LEGGERA,1971

Fonti Immagini:
Immagine in evidenzia:
http://www.treccani.it/enciclopedia/lancio_(Universo_del_Corpo)/
Immagine fine articolo:
http://www.spaziotennis.com/2011/12/preparazione-fisica-servizio-seconda-parte-falco/

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